11 et videris in numero captivorum mulierem pulchram, et adamaveris eam, voluerisque habere uxorem,
12 introduces eam in domum tuam: quæ radet cæsariem, et circumcidet ungues,
13 et deponet vestem, in qua capta est: sedensque in domo tua, flebit patrem et matrem suam uno mense: et postea intrabis ad eam, dormiesque cum illa, et erit uxor tua.
14 Si autem postea non sederit animo tuo, dimittes eam liberam, nec vendere poteris pecunia, nec opprimere per potentiam: quia humiliasti eam.
caesaries, capelli fluenti, chioma.
Innocenzo III, p. 95 et tamquam mulieris captivae dresecat ungues, pilosque superfluos,ut ab aliena superfluitate mundata, thalamum veritatis degna sit introire (Deut. XXI).
se vedrai tra i prigionieri una donna bella d’aspetto e ti sentirai legato a lei tanto da volerla prendere in moglie, te la condurrai a casa. Ella si raderà il capo, si taglierà le unghie, si leverà la veste che portava quando fu presa, dimorerà in casa tua e piangerà suo padre e sua madre per un mese intero; dopo, potrai unirti a lei e comportarti da marito verso di lei e sarà tua moglie. Deut 21, 11-13
Maschile e femminile nella Bibbia
fecondità: Gn 29 31 ss. Lia diviene feconda e Rachele sterile (sono le due sorelle mogli di Giacobbe). Va detto che Dio rende feconda Lia perché Giacobbe la trascurava (in modo da renderla preferibile a Rachele), e va detto che Giacobbe trascurava Lia perché gli era stata data in moglie con l’inganno. Nella notte della festa nuziale, Làbano introdusse nella tenda di Giacobbe Lia anziché la sposa prescelta Rachele. Solo la mattina Giacobbe si accorse dello scambio. Làbano si giustifica facendo riferimento alle prescrizioni consuetudinarie – va sposa prima la maggiore, poi la minore – e offre a Giacobbe di sposare anche Rachele, dopo una settimana di nozze con Lia, e al costo di altri sette anni di servaggio. In Gn 29 e 30 è la storia della competizione fra Rachele e Lia per Giacobbe, combattuta a colpi di figli provenienti dal corpo loro e da quello delle loro schiave, offerte a Giacobbe.
Il corpo dello schiavo è un prolungamento dell’identità personale.
